Scriverci
è la parte facile.
Due righe bastano. Ti rispondiamo entro due giorni lavorativi con un'idea di come potremmo affrontare quello che hai in mente — o con un onesto "non siamo noi".
Sei cose che ci aiutano
a risponderti meglio.
Una frase sul problema, anche imperfetta. Non serve un pitch, serve il contesto: chi lo subisce oggi, in che momento della giornata, e perché la soluzione attuale non basta. Parti da lì, il resto lo tiriamo fuori insieme.
Un'idea del punto di partenza — un Figma, un sito online, un ERP, un foglio Excel con 40 colonne. Anche solo a parole va bene. Più è onesto il quadro, più la prima risposta sarà utile invece che generica.
Una finestra, non una data esatta. È per un lancio? Un round? Una fiera? Capire la pressione temporale ci dice subito se siamo in tempo — e ci aiuta a proporti il formato d'ingaggio giusto invece di quello di default.
Sei tu da solo, un team di tre, un CDA di dodici? Non cambia il modo in cui lavoriamo, ma cambia il ritmo delle review. Dirlo in partenza ci evita di scoprirlo alla terza revisione, quando le cose si complicano.
Non serve un numero preciso. Migliaia, decine, centinaia di migliaia — è già abbastanza per capirci. Se è un tema, dillo comunque: preferiamo una conversazione onesta a un preventivo mandato a freddo.
Uno studio che consegna e sparisce? Un partner continuo? Una seconda opinione tecnica? Non esiste la risposta giusta, esiste quella più vera per te. Aiuta a calibrare il primo incontro sulla cosa che conta davvero.
Nota — nessuno di questi punti è obbligatorio. Se hai solo un'idea vaga, scrivila lo stesso: partiamo da lì.
Racconta
un po' di più.
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